Mantenimento del figlio maggiorenne
Un Lettore riferisce di essere genitore divorziato di un figlio dell’età di 25 anni, per il mantenimento del quale, in forza della sentenza di divorzio, è tenuto a versare mensilmente un’ingente somma di denaro.
Domanda fino a quando debba continuare a mantenere il ragazzo, posto che lo stesso trascura gli impegni universitari e svolge saltuariamente la mansione di commesso presso il negozio di uno zio.
In generale, la legge stabilisce che i genitori sono tenuti a mantenere i propri figli anche quando questi sono divenuti maggiorenni, fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.
Peraltro, laddove l’adempimento di tale obbligo sia posto a rischio a seguito del dissolvimento dell’unione familiare, l’ordinamento giuridico impone cautele anche maggiori nei confronti dei figli, demandando ai giudici della separazione o del divorzio di valutare il requisito dell’autosufficienza economica nei singoli casi.
In tempi recenti, due pronunce pressoché contemporanee adottate rispettivamente dal Tribunale di Milano e dal Tribunale di Trieste hanno espresso orientamenti divergenti sul punto: il primo ha rigettato la richiesta di mantenimento del giovane istante, benché disoccupato al momento della domanda, sul solo presupposto che lo stesso fosse in grado di produrre reddito, il secondo ha invece accolto la domanda di una figlia che, ancorchè impiegata con contratto a tempo determinato, non percepiva un reddito adeguato alla corrispondete professionalità maturata durante il percorso di studi.
In nessun caso, tuttavia, l’assegno di mantenimento del figlio maggiorenne non deve degenerare in una sorta di rendita a tempo indefinito.
Così, il figlio maggiorenne ha l’onere di gratificare con la propria condotta di vita i sacrifici economici sostenuti dai genitori a suo favore.
Ove invece il giovane non si applicasse opportunamente, i genitori non sarebbero più tenuti a mantenerlo in modo adeguato al tenore di vita della famiglia, ma potrebbero limitarsi a garantirgli ciò che è necessario per la sua sopravvivenza.
Alla luce delle tendenze giurisprudenziali sopra riassunte, il Lettore, dimostrando che il figlio non si impegna nello studio e ha già iniziato a lavorare, potrebbe promuovere un giudizio di modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio per ottenere l’eliminazione dell’assegno di mantenimento a favore del giovane.
Colgo l’occasione per formulare i miei migliori auguri di Buon Anno ai Lettori che ci seguono e alle loro famiglie.
© Avv. Michele De Bellis, 29 dicembre 2012, 