La cartella esattoriale “criptica” viola il diritto di difesa del contribuente

La cartella esattoriale “criptica” viola il diritto di difesa del contribuente

Con la scorsa uscita abbiamo iniziato ad analizzare alcuni aspetti delle cartelle esattoriali.

In particolare abbiamo dato conto del fatto che la cartella di pagamento priva dei requisiti essenziali alla identificazione del credito tributario rappresenta una violazione del diritto di difesa del contribuente.

In tal senso, al fine di rendere il più trasparente possibile il contenuto della cartella, l’Agenzia delle Entrate aveva introdotto nell’anno 2010 il nuovo modello della cartella di pagamento, che deve contenere, fra l’altro, la descrizione di quanto il contribuente deve pagare, la tipologia del tributo, l’ente creditore, il termine entro cui presentare ricorso e i soggetti a cui inoltrarlo, oltre alle modalità per ottenere la rateazione delle cartelle.

Tuttavia, ad ulteriore tutela della posizione del debitore fiscale, è recentemente intervenuta la Suprema Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 4516/12, ha sanzionato le cartelle esattoriali prive dell’indicazione, oltre agli interessi moratori dovuti, del procedimento di calcolo degli stessi e delle singole aliquote prese a base delle varie annualità.

Si consideri che l’esercizio del diritto di difesa del cittadino, il quale è costituzionalmente garantito, presuppone la conoscenza della pretesa azionata da controparte.

Di conseguenza, l’atto impositivo che non consti degli elementi identificativi del credito tributario, configurando la violazione di un diritto riconosciuto dalla Costituzione, è nullo ed il contribuente potrebbe impugnarlo avanti la competente autorità giudiziaria.

© Avv. Michele De Bellis, 13 ottobre 2012,