Infedeltà: oltre all’addebito della separazione la moglie ottiene anche il risarcimento

Infedeltà: oltre all’addebito della separazione la moglie ottiene anche il risarcimento

In passato abbiamo più volte affrontato il tema della disciplina risarcitoria anche in ambito di infedeltà coniugale.

Abbiamo, poi, ripercorso l’evoluzione giurisprudenziale affermando che dopo le prime aperture da parte dei giudici di merito, solo successivamente vi è stata la piena affermazione dell’applicabilità della disciplina della responsabilità civile in ambito coniugale ad opera della Corte di Cassazione, che ha fatto proprie le argomentazioni precedentemente prospettate dalla dottrina e dalla giurisprudenza di merito favorevoli al riconoscimento della risarcibilità del danno da violazione dei doveri coniugali.

In particolare, tali argomentazioni erano volte a sottolineare, tra l’altro, l’insufficienza delle sanzioni previste dal diritto di famiglia, costituite, a ben vedere, dalla sola pronuncia di addebito della separazione, come tali assolutamente non in grado di offrire soddisfazione risarcitoria del danno provocato al coniuge.

Ora, possiamo dare atto di un’evoluzione sempre più marcata del giurisprudenza sul punto.

Una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, del giugno 2012, infatti, conferma l’introduzione della logica e dei metodi della responsabilità civile nel rapporto tra coniugi e tra genitori e figli, che del resto, si inserisce nel più generale ampliamento dell’area della responsabilità aquiliana.

La Corte precisa che la responsabilità tra coniugi non si fonda sulla mera violazione dei doveri matrimoniali, ma sulla lesione, a seguito dell’avvenuta violazione di tali doveri, di beni inerenti la persona umana, come la salute, la privacy, i rapporti relazionali e specificamente sull’obbligo di fedeltà.

I Giudici della Suprema Corte affermano, poi, che lo strumento dell’addebito può essere cumulato con ulteriori risarcimenti: in particolare, la violazione di obblighi nascenti dal matrimonio dà luogo ad un comportamento che, incidendo su beni essenziali della vita, produce un danno ingiusto, con conseguente risarcimento, secondo lo schema generale della responsabilità civile.

In definitiva, conclude la Corte di Cassazione, possono dunque sicuramente coesistere pronuncia di addebito e risarcimento del danno, considerati i presupposti, i caratteri, le finalità, radicalmente differenti.

© Avv. Michele De Bellis, 23 giugno 2012,